Affianchiamo amministratori e organi di controllo nella costruzione di Modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire la responsabilità amministrativa dell'ente.
«La disciplina introdotta dal D.Lgs. 231/2001 assume rilevanza per tutti gli enti che intrattengono rapporti con la Pubblica Amministrazione: l'adozione di un modello di vigilanza idoneo può escludere la responsabilità penale dell'ente per condotte che, in qualsivoglia modo, arrechino al medesimo un interesse o un vantaggio.» Nota introduttiva — GQBE Srl
GQBE Srl nasce dall'esperienza dell'Avv. Gianluigi Abbruzzese, patrocinante in Cassazione, per offrire alle imprese un presidio stabile in materia di responsabilità amministrativa degli enti. Non un adempimento formale una tantum, ma un lavoro di analisi, redazione e aggiornamento che accompagna l'azienda nel tempo, in dialogo costante con l'organo amministrativo e con l'Organismo di Vigilanza.
Il Decreto ha introdotto per la prima volta in Italia una forma di responsabilità diretta dell'ente per i reati commessi, nel suo interesse o a suo vantaggio, da soggetti in posizione apicale o subordinata. Perché sorga la responsabilità dell'ente, la legge richiede la compresenza di due elementi.
Un soggetto in posizione apicale o subordinata deve aver commesso, nell'interesse o a vantaggio dell'ente, uno dei reati espressamente previsti dal Decreto — i cosiddetti «reati-presupposto» (art. 5, D.Lgs. 231/2001).
Il reato deve essere espressione della politica aziendale o, quanto meno, conseguenza di una colpa di organizzazione riferibile all'ente stesso.
I reati-presupposto (elenco non esaustivo)
Il catalogo dei reati-presupposto è in continua espansione per effetto dei successivi interventi del legislatore: un motivo in più per mantenere il Modello sempre aggiornato.
In caso di condanna, l'ente può essere destinatario di sanzioni pecuniarie e interdittive — fino all'interdizione dall'esercizio dell'attività o al divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione — oltre a confisca e pubblicazione della sentenza. Le misure più gravi possono intervenire già in sede cautelare, durante le indagini.
La responsabilità dell'ente è esclusa quando, prima della commissione del fatto, sono stati adottati ed efficacemente attuati Modelli idonei a prevenire i reati considerati, e quando è stato istituito un Organismo dell'Ente, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, incaricato di vigilare sulla loro osservanza.
Analisi dell'organigramma, delle deleghe di poteri, dei processi decisionali e delle attività sensibili ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Parte generale e parti speciali, calibrate sui reati-presupposto rilevanti per l'oggetto sociale dell'impresa.
Individuazione dei requisiti di autonomia, indipendenza e professionalità richiesti dalla legge, e supporto continuativo alla sua attività.
Predisposizione degli strumenti idonei a sanzionare il mancato rispetto delle prescrizioni del Modello.
Percorsi formativi per amministratori, dipendenti e collaboratori, calibrati sul ruolo e sul livello di esposizione al rischio.
Verifica periodica dell'adeguatezza del Modello rispetto all'evoluzione normativa e organizzativa dell'ente.
Organigramma, job description, deleghe di poteri, procedure già in essere, CCNL applicati, sedi secondarie e attività esternalizzate.
Individuazione delle fasi operative e decisionali che espongono l'ente alla commissione di reati.
Regole di condotta e controlli preventivi calibrati su ciascuna area di rischio.
Definizione di poteri, flussi informativi e continuità d'azione dell'organo di controllo.
Diffusione del Modello in azienda e verifica costante della sua efficacia nel tempo.
Per una prima valutazione delle aree di rischio della vostra organizzazione, scriveteci: vi risponderemo per fissare un incontro presso lo studio di Roma.